Qual è l’impatto dei trasporti?

Cari amici trasportatori, oggi vi presentiamo un caso di un’azienda inglese, la Walkers, che nel 2006 ha messo in piedi un programma di miglioramento dell’efficienza dei trasporti. Esistono molte aziende che si vantano di avere stabilimenti alimentati da energie rinnovabili, aziende che hanno un basso consumo di CO2 all’interno del loro stabilimento, sicuramente da lodare.  Ma poi si scopre che molte di queste aziende, si riforniscono per esempio in Cina, oppure non attuano dei seri programmi di smaltimento della merce da loro stessi prodotta. Quindi il grosso sforzo per apparire aziende green viene vanificato da altre scelte non altrettanto coraggiose.

 

Qual è l’impatto dei trasporti? Il caso della patatina Walkers

 

Non basta limitare lo sguardo all’interno dei propri cancelli!

Certamente questo caso starà sicuramente a cuore ai nostri trasportatori, poiché il core business della Walkers sono le patatine, e in questo caso specifico quelle al formaggio e cipolla.

Oltre ad iniziare un programma di efficienza energetica nello stabilimento principale e in altre filiali, la Walkers ha optato per una scelta  semplice quanto importante sull’impatto ambiente: ha deciso di rifornirsi al 100% da fornitori di patate britannici.
Si sa, l’Inghilterra è patria di grandi consumatori di patate e patatine ma anche di grandi coltivatori di queste ultime. Quale migliore scelta quindi per rilanciare l’economia interna del Paese stesso?

Dall’analisi fatta dall’azienda, l’impatto delle operazioni di approvigionamento delle materie prime delle emissioni incideva del 36% lungo il ciclo di vita del prodotto, contro il 34% per l’imballaggio, il 17% per la produzione e il 13% per distribuzione ed eventuale smaltimento. Quindi l’azienda è andata a colpire il fattore che incideva di più sulle emissioni, iniziando a lanciare anche campagne di coinvolgimento e sensibilizzazione ai propri nuovi fornitori.

Ovviamente il risultato è stato positivo, come molti di voi avranno già intuito. L’azienda è arrivata a grandi risultati non da sola, ma è riuscita ad ottenere, grazie all’ente certificatore Carbon Trust, una mappatura completa del contenuto di CO2 del proprio prodotto, andando a riformulare la struttura delle aree più critiche dal punto di vista di ambientale.

In due anni, la Walkers ha ridotto le emissioni di un pacchetto a 80 grammi di CO2, ossia il 7% in meno di quando aveva avviato il programma di miglioramento energetico.

E se altre aziende virtuose cominciassero ad analizzare l’impatto dei loro trasporti, Cargopooling sarà pronta a rispondere!