La spesa online con consegna a domicilio

Il passato che torna!

Apriamo questo articolo con un estratto tradotto dal report “The future of grocery” della Nielsen Company.  “Negli anni 50 e 60, la consegna a domicilio di latte e altri beni di prima necessità era comune per molte famiglie del Nord America e dell’Europa. In alcuni negozi, il lattaio non ha mai smesso di essere di moda. In India, per esempio, il concetto del commerciante che consegna a domicilio beni alimentari, articoli per la casa e pasti già pronti e cucinati è ancora vivo e vegeto. In tutto il mondo stiamo vedendo una rinascita del modello della consegna a domicilio ma con una differenza. I consumatori non prendono più solo in mano il telefono per chiamare ed ordinare, sempre più stanno utilizzando il sito web del rivenditore o la sua applicazione mobile. Un quarto degli intervistati totali sta già ordinando online prodotti alimentari con il servizio della consegna a domicilio, e più della metà (55%) sono disposti ad utilizzarlo in futuro. Il lattaio è tornato, ma questa volta è in versione digitale”.
Con questo estratto vogliamo dire, che i sistemi di consegna a domicilio (Home delivery) si sono evoluti sfruttando la tecnologia dell’e-commerce per ottimizzare un servizio che di fatto esiste da molto tempo, che già i nostri nonni utilizzavano.
La tipologia di servizio si ritiene quindi ancora molto valida, e a testarlo è stato il tempo, quindi a cambiare non deve essere il servizio, ma il suo modello di erogazione.

Carpe Diem!

Già da qualche anno, grandi players della GDO hanno saputo interpretare il bisogno dell’evoluzione di questo servizio, e hanno colto il momento per sviluppare un modello ad hoc che sia in linea con il presente. Alcuni di loro sono:
 

 

 

Troviamo poi, figure di aziende emblematiche che fanno da apri-strada a questo nuovo modello di business, introducendo tecnologie uniche e innovative, e dando al mondo una visione ben chiara di quello che sarà il futuro della spesa! È il caso di Amazon, che con il suo servizio “Amazon Dash Button” ripensa al modo di fare la spesa. Charles Bukowski diceva che: “Il genio è un uomo capace di dire cose profonde in modo semplice”. In questo caso il genio è Amazon, capace di semplificare al massimo un servizio davvero articolato, e quindi renderlo comprensibile ed utilizzabile anche per un pubblico meno avvezzo all’uso di nuove tecnologie come i “Baby Bommers” (54-64 anni) e alla “Silent Generation” (65+).

Cos'è Amazon Dash Button?

Si tratta banalmente di una chiavetta (simile ad una USB) munita di un tasto, che se premuto ordina l’acquisto di un determinato bene su Amazon. Ovviamente, prima che il bene venga acquistato deve essere associato a questo Dash button, una volta fatto, qual ora ad esempio finirete la vostra scorta di spaghetti, potrete premere il bottone che automaticamente vi ordinerà un nuovo quantitativo di spaghetti. Questi Dash Button non sono universali, ognuno di loro è associato ad una determinata marca e prodotto, quindi per ogni prodotto necessiterete un Dash Button. Non vi è ancora chiaro? Guardate il video!

Alcuni dati

Sempre dal report “The future of grocery” della Nielsen Company abbiamo estratto i seguenti dati. Partiamo dall’immagine sottostante ma prendiamo in considerazione solo la sezione di sinistra, che evidenzia il tasso di utilizzazione dei diversi segmenti rispetto al servizio di spesa online e la sua consegna a domicilio. Possiamo notare che ognuno di loro dimostra un diverso tasso di utilizzo attuale rispetto al servizio, e una diversa propensione ad utilizzarlo in futuro.

Utilizzo Generazioni

Come si può facilmente evincere da questa immagine, i “Millennials” e la “Generation Z” sono i più accaniti utilizzatori dei servizi online sugli alimentari. Si denota però anche un rilevante interesse da parte della “Generation X” e dei “Baby Boomers” ad un utilizzo futuro del servizio, rispettivamente del 57% e 48%.
Il servizio della Spesa Online potrebbe comunque rivelarsi funzionale per quelle categorie di persone come gli Anziani, che spesso riscontrano molte più difficoltà rispetto alle altre categorie per problematiche legate a mezzi e stili di vita che limitano lo spostamento della persona. Ad esempio la semplicità di utilizzo del servizio “Amazon Dash Button” che abbiamo visto sopra, può colmare il gap di competenze che limitano a questa categoria l’utilizzo dei suddetti servizi tecnologici, in particolare la spesa online. Stesso discorso legato a problematiche relative agli spostamenti, vede in prima persona i soggetti Disabili, che possono evitare di fare affidamento su terzi vedendosi consegnare la spesa direttamente davanti la loro porta. Ultime ma non meno importanti troviamo le Donne, soprattutto quelle Italiane, “nel nostro paese infatti, il servizio si sta affermando anche perché le donne italiane lavorano spesso fino a tardi: un’indagine multiscopo dell’Istat le colloca tra quelle con meno tempo libero in Europa, nonostante ciò sono quasi sempre loro ad occuparsi della spesa familiare (l’85% circa dei responsabili d’acquisto di prodotti alimentari in Italia è di sesso femminile)”.  (tratto da: http://www.analisidimercato.it/la-spesa-a-domicilio-home-delivery-e-spesa-on-line/ )

Vediamo ora quali sono i paesi che dimostrano un maggior interesse per l’Online Grocery Shopping e qual è il paese potenzialmente più rilevante per questo servizio.

Paesi spesa online

Notiamo senza ombra di dubbio che il paese potenzialmente più coinvolto dal servizio è l’Asia/Pacifico e Africa/Medio Oriente, d’altronde è in Asia che il “lattaio” non ha mai smesso di andare di moda. I dati sono comunque rassicuranti anche per gli altri paesi in graduatoria, e nonostante l’Europa si posiziona ultima, notiamo un interessante 50% sulla possibilità futura di utilizzo del servizio.
Se andiamo più a fondo troviamo dati che dicono che:
“L’e-commerce del food & grocery a livello globale vale 3 miliardi di euro, equivalente al 5% di tutto il mercato online. In Italia questa percentuale scende a circa il 2%, mentre il tasso di penetrazione del comparto in rete pari è allo 0,25%. Nella classifica dei mercati internazionali, del resto, il nostro Paese si colloca in coda per valore e penetrazione dell’online (4%) ma dopo Cina e India risulta anche al terzo posto per percentuali di crescita annua.
Questi alcuni dei dati discussi nel corso del convegno E-commerce – L’internazionalizzazione Digitale, organizzato a Cesena da Orogel e da Italia del Gusto, consorzio che comprende alcune tra le più importanti aziende del settore alimentare, per un volume d’affari pari ad oltre 20 miliardi di euro.”
Tratto da: Il potenziale dell’online per il food & grocery italiano – Chiara Bertoletti –  Mark – up – Link http://www.mark-up.it/il-potenziale-dellonline-per-il-food-grocery-italiano/

Torniamo a noi!

Per un attimo abbiamo voluto dare anche a voi la possibilità di dare uno sguardo al futuro e ai dati a sostegno di questa realtà ormai concretizzata, ma concentriamoci sul presente, il momento cruciale in cui si gioca la grande partita che determinerà il successo e la diffusione di questi servizi. La grande partita da giocare è quella della logistica, il pilastro che regge tutto il sistema e senza il quale la spesa online non sarebbe possibile. La vera difficoltà sta infatti nel gestire mezzi e tempistiche per assicurare al cliente un servizio efficiente, e alle aziende dei costi sostenibili per mantenere attivo il servizio. Infatti questi grandi player che abbiamo citato sopra, si affidano il più delle volte a società esterne specializzate nella gestione logistica. Stiamo giocando la partita decisiva che vede da una parte costi, mezzi e tempistiche, e dall’altra la cooperazione tra gli attori della GDO e società specializzate in questi servizi.

Una tra le aziende di logistica che si occupa della risoluzione delle problematiche legate al servizio è sicuramente Cargopooling, che con il suo servizio ad hoc “Food and Wine” offre un vantaggio competitivo per i player della GDO che voglio garantire il servizio della Spesa Online.