Tipologie di vini italiani

Vini italiani.

Una fonte anonima recita: “Se il vino non fosse una cosa importante, Gesù Cristo non gli avrebbe dedicato il suo primo miracolo!”. Abbiamo quindi pensato, che fosse altrettanto importante dedicare un articolo nel nostro blog che illustrasse almeno in via generale la distinzione tra le diverse tipologie di vino. Dire che produrre vino è soltanto un mestiere, è sminuire una tradizione secolare che accompagna l’uomo sin dall’antichità. È infatti importante riconoscere, che produrre il vino è una vera e propria arte, in quanto la dedizione e la meticolosità nel produrlo sono frutto di anni di esperienza e sacrificio. Di seguito vediamo le principali categorie, facendo qualche esempio dei più famosi vini italiani.

Uva rossa

Vini rossi

I vini rossi sono ottenuti da uve a bacca rossa, in alcuni casi possiamo trovare un’aggiunta di uve a bacca bianca. La procedura per ottenere i vini rossi, consiste nel pressare il mosto insieme alle vinacce (ovvero le bucce), che rilasciano il colore rosso al vino. Le vinacce presenti all’interno del mosto, causano la cessione di tannini durante la fermentazione che sono il fattore che determina la bontà dell’invecchiamento del vino. La fermentazione viene poi refrigerata affinché il vino non alteri i suoi profumi per cause inerenti all’aumento di temperatura. A questo punto, le vinacce vengono separate dal mosto, il vino viene filtrato e travasato in altri recipienti (di metallo o legno, dipende anche dal tipo di aroma che gli si vuole conferire) e inizia il processo di fermentazione malolattica. A fine processo il vino verrà controllato per essere travasato e imbottigliato e pronto per essere servito in tavola. I vini rossi vanno generalmente consumati ad una temperatura di servizio compresa tra i 14 °C e i 20 °C.
Si presentano all’olfatto secondo una grande varietà di profumi derivanti da fiori, frutta erbe e spezie. Nei vini rossi prevale a seconda della tipologia una sensazione di corposità (ovvero la sensazione di densità del vino percepita al centro della lingua), di morbidezza (a secondo della presenza di zuccheri, alcool e glicerina) e di tannicità (sensazione di astringenza dovuta al processo di fermentazione sopra citato). I vini rossi sono ottimi se accompagnati con carni rosse, formaggi e cibi con cotture prolungate.
Per dare un esempio (in un’ottica molto generale e riduttiva), facciamo un elenco dei vini rossi italiani famosi rientranti in questa tipologia, come: il Taurasi, Barolo, Cabernet, Brunello, Primitivo, Merlot, Sauvignon e Nero d’Avola.

Vini bianchi

I vini bianchi al contrario dei rossi, sono ottenuti da uve a bacca bianca. La peculiarità di questi vini, consiste nel processo vinificazione, che a differenza del rosso, viene lasciato fermentare il mosto senza la presenza di vinacce. Infatti il processo consiste in una leggera pressatura dei grappoli, affinché si ottenga il mosto tralasciando le vinacce. L’assenza di “bucce”, è causa della mancata colorazione del vino e dell’assenza di tannicità, che rende il vino bianco più delicato. La fermentazione e la maturazione avvengono in botti di legno per quei vini che necessitano di maggior invecchiamento, mentre nelle botti di acciaio vanno conservati i vini freschi e fruttati. I bianchi vanno generalmente consumato ad una temperatura di servizio compresa tra gli 8 °C e i 14 °C.
I vini bianchi, sono generalmente caratterizzati da profumi fruttati e floreali, e al palato prevale una sensazione di freschezza e acidità. Questi vini vanno di norma accoppiati con carni bianche e pietanze a base di pesce, e ancor più in generale con piatti a cottura rapida.
Come per i rossi, citiamo un elenco di vini italiani (anche esso molto riduttiva) rientranti in questa tipologia, come: il Bianco d’Alcamo, il Bianco di Custoza, il Verdicchio, l’Orvieto, Collio Sauvignon, lo Chardonnay e il Pecorino.

Vini rosati

Il vino rosato si produce come per il vino bianco, spremendo il modo delicato il grappolo, ma con la differenza che il mosto rimane a breve contatto con le vinacce (da un minimo di 2 ad un massimo di 36 ore) affinché avvenga la cessione giusta di colore che renda al vino il colorito rosato (varia tra il rosa tenue e il cerasuolo). È quindi smentita la comune credenza che questa tipologia sia una mescolanza tra i vini rossi e i vini bianchi. Come per il bianco e il rosso, evidenziamo che va consumato ad una temperatura di servizio compresa tra i 10 °C e i 14 °C, e si tenga presente (data la delicatezza di questo vino, che va solitamente consumato entro un anno dalla sua produzione o poco più. 
È sbagliato considerare il vino rosato una via di mezzo tra le due tipologie sopra descritte, in quanto è per sua natura una tipologia a sé stante. È vero però che si notano al palato sensazioni riscontrabili sia nel bianco che nel rosso, ma con intensità di sapori diverse, ovvero una leggera sensazione acidità, una tenue corposità e una presente aromaticità. Grazie alla loro versatilità possono essere accoppiati con varie tipologie di cibi, come antipasti, pasta, riso e alimenti a base di pesce e formaggi.

Vini frizzanti

Sono vini che presentano un’equilibrata effervescenza dovuta all’aggiunta di anidride carbonica attraverso sovrappressione compressa. In base alle normative nazionali la sovrappressione può variare da 1 a 2,5 atmosfere. Non si devono confondere però i vini frizzanti con gli spumanti, che sono vini speciali con una sovrappressione maggiore. Il tipo Vino frizzante italiano è il Prosecco.

Potrebbe interessarti come spedire il vino all'estero.